C'ERA UNA VOLTA... STORIA E SIGINIFICATO DI UN NOME
C'ERA UNA VOLTA... STORIA E SIGINIFICATO DI UN NOME
E sarei bugiardo se dicessi che l'idea è venuta di getto. Ci sono volute settimane di discussioni e ripensamenti, mi sono sentito suggerire denominazioni improponibili come, per citarne una tra le tante, "Associazione Culturale Kepera". Tre parole delle quali almeno due non mi piacevano per nulla e sulla terza avrei avuto, di lì a poco, qualcosa da ridire.
Quelle che non mi piacevano per nulla erano "culturale" e "Kepera". Avevo appena 24 anni, ma delle associazioni culturali mi ero già fatto un'idea ben precisa. Ed era un'idea molto grigia. Per quel che riguarda "Kepera", se non ricordo male dovrebbe trattarsi di uno scarabeo egizio o qualcosa di simile.
Ma se un'associazione che si rivolge alla gente deve cominciare a farlo spiegando il significato del proprio nome, e per farlo deve consultare un trattato di entomologia, allora si comincia malissimo.
In quanto alla terza parola, quella sulla quale di lì a poco avrei avuto qualcosa da ridire, ebbene quella è "associazione". Beninteso, nulla di personale contro le associazioni, di qualunque genere esse siano. Ed anzi, proprio un'associazione sarei andato a registrare in uno studio notarile. Ma sarebbe stata sin da subito un'associazione diversa. Tanto per cominciare, nessun versamento di quote e nessun tesseramento. Quindi, nessun "incontro conviviale a tema" e nessuna frequentazione di circoli privati ove parlare d'arte o di letteratura, tra una partita a bridge ed una a scacchi. Poi una denominazione semplice, facile da ricordare, che fosse un marchio, un'etichetta con la quale contraddistinguere le nostre attività ed i personaggi che vi avrebbero preso parte. E venne l'idea di Anni Verdi (staccato prima, tutto attaccato poi). Anniverdi. Così, semplicemente, accantonando progressivamente anche l'indicazione "Associazione Artistica". Già, "artistica", non "culturale". Artistica in senso ampio poichè questa era ed è l'idea: riunire in Anniverdi non un numero sterminato di soci "passivi", ma una schiera di personaggi attivamente impegnati nei comparti dello spettacolo, dell'arte, dell'editoria. Gente con idee spendibili insomma, presenti perchè attivi, non perchè tesserati.
E così è stato, come vedrete dalla nostra storia, dalle tante attività con i loro differenti protagonisti. Quelli di Anniverdi, appunto.
Certo, da allora molte cose sono cambiate. Quei ragazzi che insieme lavoravano e giocavano condividendo le esperienze quotidiane, adesso sono cresciuti. Alcuni hanno conservato di Anniverdi solo il ricordo di una sorta di "grande famiglia" dove non ci si prendeva troppo sul serio. Altri continuano a collaborare pur avendo seguito percorsi di vita diversi. Altri ancora hanno avuto contatti con Anniverdi in periodi successivi, più o meno recenti, quando buona parte delle iniziative più caratterizzanti avevano già assunto forma e dimensioni.
E così, quello che qualcuno aveva definito un gruppo di giovani sui quali aleggiava un clima a metà tra l'oratorio e la fattoria, oggi è un marchio che caratterizza svariate attività, che compare su pubblicazioni e compact-disc, che si è dato una conformazione passando attraverso frequentazioni artistiche di ogni tipo, nessuna esclusa. E' il marchio che ha generato Biella Festival.
Ed è cambiato anche l'assetto associativo, con alcune modifiche dal punto di vista gestionale delle attività. Dal gennaio del 2001 presidente di Anniverdi è Maurizia Vaglio. Il sottoscritto riveste l'incarico di legale rappresentante, nonchè direttore artistico, oltre che di AnniVerdi anche Biella Festival. Sono nate sinergie nuove e sono in corso iniziative che impegnano diversi partners. Certo, se me lo avessere detto in quell'autunno del 1978….
Giorgio Pezzana
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