FACCIO MIO QUESTO PENSIERO
FACCIO MIO QUESTO PENSIERO
"Dovete insegnare ai vostri figli
quello che noi abbiamo insegnato ai nostri:
che la Terra è nostra madre,
qualunque cosa succede alla Terra
succede anche ai figli della Terra
Continuando così, l'uomo bianco manderà alla rovina la terra, lasciando dietro di se soltanto deserto: La mia gente sempre si è tenuta lontana dall'ambizione dell'uomo bianco, così come la nebbia del mattino nei monti si allontana dal sole nascente.
Però le ceneri dei nostri antenati, le loro tombe, sono terra santa, e per questo queste colline, questi alberi, questa parte del mondo è a noi sacro. Non lo so, però il nostro modo di essere è molto differente dal vostro. Chissà, forse perché sono quello che voi chiamate "selvaggio" e per questo non capisco niente.
La vista delle vostre città ferisce gli occhi della mia gente. Chissà forse perché il "pellerossa" è un selvaggio e non lo comprende. Non esiste il silenzio nelle città dei bianchi, non c'é nessun luogo dove si possa udire il crescere delle foglie in primavera e il ronzio degli insetti. Non c'é nessun luogo tranquillo nelle città dell'uomo bianco.
Talvolta sarà perché sono quello che voi chiamate "selvaggio" e per questo non comprendo queste cose...
Il rumore delle vostre città è un insulto per l'udito della mia gente ed mi chiedo: che genere di vita vive l'uomo bianco da non essere capace di ascoltare il grido solitario della gazza o il dialogo notturno delle rane nello stagno? Il mio popolo può ascoltare il soave sussurrio del vento sulla superficie del lago, e l'odore dell'aria limpida dell'alba e profumata a mezzogiorno per l'aroma dei pini.
(Pioggia sul Viso - Sioux)
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